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innovazione e sicurezza partecipata - sicurezza bene comune

In cosa consiste

Il progetto prevede di applicare il tema della Innovazione e della Partecipazione ad una esigenza concreta dei cittadini e cittadine ovvero "la sicurezza".
Il progetto intende creare un modello di sicurezza basato sulla partecipazione dei cittadini e cittadine e sul concetto che la sicurezza essendo un "bene comune" prevede una interazione senza confusione di ruoli ad azioni condivise e partecipate pubblico/privato.
Oggi tutte le città hanno la mappa del rischio, hanno consapevolezza dei problemi e delle aree ove insistono I problemi, ma ancora nessuna citta (o per lo meno non risulta) ha adottato sulla sicurezza un approccio partecipativo ed innovativo integrando tecnologie e partecipazione.
L'idea progettuale è di applicare al progetto "innovazione e sicurezza partecipata - sicurezza bene comune" delle specifiche "campagne di comunicazione e diffusione aggregando per ogni campagna gli assessorati coinvolti per tematica.
Le azioni di comunicazione e diffusione hanno lo scopo di:
1) informare della campagna e sulle modalità di adesione / partecipazione
2) acquisire informazioni e proposte sul motivo della campagna stessa
3) restituire l'esito della campagna in tema di dati anonimizzati e sulle azioni che la citta intraprenderà sulla scorta della costruzione delle esigenze condivise ed espresse

La prima campagna è pensata per la realizzazione della nuova filosofia di videosorveglianza cittadina, che prevede la possibilità di integrare le telecamere private con quelle pubbliche in una logica di sicurezza partecipata
In questa prima campagna sono coinvolti assessorato Innovazione e Sicurezza

La seconda campagna è basata sulla percezione di sicurezza delle donne, poiché nessuna città ad oggi ha integrato la visione e percezione della sicurezza delle donne, la campagna potrebbe chiamarsi "Torino Città a misura di donna" e prevede varie fasi:
1) lancio della campagna, interazione con start up che mappano la citta da parte delle donne per luoghi e fenomeni da loro percepiti e che generano insicurezza, coinvolgendo in questa fase anche associazioni e consentendo alle donne di interagire con I social della campagna (facebook, Twitter etc)
2) individuazione degli strumenti migliori per realizzare la mappa e dei fenomeni indicati dalle donne
3) comunicazione delle soluzioni ed azioni adottate dalla città e da altre istituzioni che saranno coinvolte dalla città
In questa prima fase sono coinvolti assessorato Innovazione e Sicurezza

Seconda fase, lancio della azione "mezzi pubblici a misura di donna" si propone di mappare con I meccanismi sopra indicati le problematiche di sicurezza percepiti dalle donne sui.mezzi pubblici di trasporto (tipologia di problemi, linee, orari etc)
E anche in questo caso realizzare le azioni per affrontare le problematiche con Gtt
In questa seconda fase sono coinvolti assessorato Innovazione e Mobilita, ed infine Sicurezza per la governance del contrasto

Infine si pensa di coinvolgere nel progetto le associazioni di taxisti, il progetto wetaxi, etc, per una campagna promozionale della citta dentro il progetto che preveda per le donne es. Dalke 21 alle 7 del mattino, l'utilizzo del taxi in modo condiviso, o con uno "sconto" e che il taxista si impegni, una volta accompagnata la donna ove chiede di verificare che sia entrata nel portone dello stabile prima di allontanarsi.

Altre idee o proposte possono nascere dal contributo delle donne.
Questo progetto, una volta testato e sperimentato potra essere divulgato come "buona pratica" poiche ad oggi non risulta che nessuna città abbia un approccio simile e rispettoso della visione feminile al tema sicurezza, ivi compresa la sicurezza a bordo dei mezzi pubblici.