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Per una migliore utilizzazione delle piste ciclabili

Sergio Givone Sergio Givone  •  27/12/2017  •    4 commenti  • 

Torino sta diventando una citta veramente ricca di piste ciclabili, ma vorrei dibattere su un punto: qual é  lo scopo di questa trasformazione strategica della viabilità urbana e non solo? Non credo che sia unicamente ricreativo, cioè un modo di trascorrere il tempo pedalando. Il vero scopo dovrebbe essere quello di rendere competitivo l'uso della bicicletta rispetto ai mezzi privati e pubblici per recarsi da un punto all'altro della città. Se le cose stanno così allora la maggioranza delle nostre piste ciclabili sono mal progettate, infatti esse non sono state ideate con l'intento di favorire lo scorrere delle due ruote. Facciamo un esempio: se una pista ciclabile si stende lungo il viale alberato compreso tra due careggiate (vedi Corso Montegrappa, Corso Sebastopoli) non è mai consentito l'attraversamento diretto delle bici dei corsi incrocianti. Se in prossimita di un incrocio la bici potrebbe avere il verde, essa deve con una improvvisa deviazione a destra attraversare la propria carreggiata (che in quel momento è in rosso), poi deve attraversare il corso incrociante (che in quel momento è in rosso), ottenuto il verde e attraversato il corso deve recuperare la ciclopista su viale centrale ripassando sulla propria carreggiata (che in quel momento è in rosso).

Invece di un semaforo verde ne ha dovuti superare tre rossi. 

Naturalmente i ciclisti trovano sempre la via di uscita (siamo italiani, no): fanno il percorso più breve infischiandosene della propria e altrui sicurezza.

Mi chiedo se non sia possibile consentire il passaggio delle bici in linea diretta con appositi semafori, come qualche progettista "illuminato" (è sufficiente che quel giorno sia andato al lavoro in bicicletta) ha fatto in alcuni attraversamenti, uno per tutti Corso Vinzaglio con Corso Matteotti.

Ci sono molte altre trasformazioni che le piste ciclabili dovrebbero subire per farle diventare vere alternative di mobilità, ma mi riservo di discuterle con voi nella prosecuzione di questo dibattito.

Commenti (4)


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  • Voce_Silente
    Voce_Silente  • 13/01/2018 23:46:06

    Vuoi sapere perché tutte queste ciclabili?
    Ce lo dice l'europa.
    Se i comuni non fanno una percentuale specifica di ciclabili in rapporto al manto stradale paga multe.

    In città è più facile, ma in alcuni paesini è necessario coprire i rivoli lungo i campi e costa.
    Molte volte le ciclabili fanno giri perversi in posizioni non molto sensate, e poi tipo le bloccano davanti a un muro.
    Son 17 anni che si fan ciclabili solo per non pagare multe.
    Fare un progetto completo, in una città comporta:
    Revisione sia delle strade, che dei mezzi pubblici e delle ciclabili.
    Vedere i progetti di ogni paese attorno e definire insieme il congiungimenti.

    Rivedere le leggi sulla sicurezza stradale dove le bici sono allo stesso livello delle auto e abbiamo osceni personaggi che viaggiano in strada a30cm dalla ciclabile (giuro, andate verso san giglio in primavera evidente... Druento poi,

    Quindi: progetti seri e tanti tanti soldi.
    Sarebbe bello ma ora.. Non si può

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  • Ornella
    Ornella  • 17/01/2019 14:49:24

    IL SENSO DI MARCIA DELLE PISTE CICLABILI
    scusate se mi discosto dal tema centrale, ma mi preme aggiungere un'osservazione sulle piste ciclabili cittadine che costeggiano i marciapiedi. Le piste hanno un senso di marcia che non viene mai rispettato, e i ciclisti arrivano sempre a tutta velocità... se ti arrivano di fronte ok li vedi e ti sposti, mentre se giungono dietro le spalle non li vedi, ti suonano il campanello all'improvviso, in quanto pedone ti spaventi, e il confronto non ha mai un lieto fine, perchè il ciclista buzzurro che non riconosce nemmeno i sensi di marcia, vuole averla vinta. Ci vorrebbe un controllo, non siete d'accordo con me?

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  • Gabriele Bonaccorso
    Gabriele Bonaccorso  • 03/07/2018 23:19:58

    Concordo in pieno e sicuramente progettando in modo sensato le ciclabili e sopratutto collegandole tra di loro, e magari dotandole di segnaletica o numerandole, la loro fruibilità aumenterebbe. Anche la manutenzione è importante, oggi moltissime piste oltre a fare percorsi assurdi, incroci sempre a svantaggio del ciclista (come tempo e sicurezza di attraversamento), hanno ormai il manto di asfalto distrutto e in totale abbandono.
    Purtroppo forse chi progetta assimila il ciclista ad un pedone (e se è per questo ci sono anche parecchi ciclisti che per paura usano il marciapiede invece della strada o della pista ciclabile come da codice, mettendosi però in maggior pericolo) mentre in città il ciclista ha una velocità media paragonabile a quella delle auto e quindi la mobilità ciclistica richiede opportune attenzioni.

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  • Mcbarros
    Mcbarros  • 29/12/2017 11:14:31

    Direi che l'obiettivo è quello nel tempo di avvicinarci ad Amsterdam, naturalmente con i tempi e le difficoltà del caso.
    Importante è ridurre il numero di auto in circolazione per consentire di creare corsie preferenziali anche con semaforo verde solo per bicicletta esattamente come in Olanda. Correggo chi ha scritto prima di me ricordandogli che alcuni corsi, come il Brunelleschi e Telesio in parte hanno continuità di percorso e semaforo. L'unico vero ostacolo all'uso delle due ruote sta diventando solo ed esclusivamente ancora l'alto numero di auto in circolazione e il pm10 che certo non aiutano i ciclisti.

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